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mercoledì 15 maggio 2013

Officine Putilov: Locomotiva dell’Impero russo e fornace della rivoluzione


Le Officine Meccaniche Putilov (Officine Kirov fino al 1848) erano la fabbrica più grande di San Pietroburgo, che aveva cambiato il suo nome in Pietrogrado dal 1914. In totale le officine davano lavoro ad oltre 12.000 uomini donne e bambini nel 1900 e lo stabilimento produceva per lo più locomotive, essenziali per assicurare le potenzialità del paese durante la guerra, cannoni e altri pezzi d’artiglieria, e altri grandi manufatti in acciaio nelle sue fonderie.

Nel 1917 si era alle porte della rivoluzione russa che scoppiò a causa delle disastrose carestie che erano seguito dell’aumento incontrollato dell’inflazione dovuta all'aumento della moneta in circolazione per le spese di guerra. In quell'anno a partire da febbraio scoppiò alle Officine Putilov uno sciopero ad oltranza che poi dilagò in moltissime altre industrie della città. Si arrivò così da questa protesta che coinvolse moltissimi operai alla cosiddetta Rivoluzione di Febbraio,  che vide la caduta del potere della dinastia Romanov dopo trecento anni di dominio. Durante la rivoluzione, invocata dai cortei all'ombra delle bandiere rosse e al suono  “Abbasso la guerra! Abbasso l'autocrazia” o "Pane, pace, libertà!” causò la morte di oltre millequattrocento rivoluzionari. Dopo questa data il potere 
                                         passo in mano ai Soviet.


Dopo la rivoluzione le Officine Putilov, ormai famose per le loro tradizioni rivoluzionarie, vennero rinominate Officine Putilov Rosse. La produzione delle Officine Putilov continua anche ai giorni nostri (oggi Officine Kirov) e, durante la seconda guerra mondiale, costruì il carrarmato russo T-34.

 “L’acciaio fuso colò lentamente nello stampo:
dagli sfiatatoi uscì sibilando il vapore della sabbia umida. Grigorij sapeva per esperienza quando alzare il crogiolo e interrompere la colata. «Il passo successivo è perfezionare la forma della ruota»
[…]Era già sistemata su un tornio e Grigorij fece un cenno a Konstantin, il tornitore, figlio di Varja.
[…]Avviò il motore elettrico facendo girare la ruota ad alta velocità e cominciò a 
                                                                                    rifinirla con una lima.” 
                                                                                                                (La caduta dei giganti - pagg. 105, 106)

Fonti:

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domenica 24 marzo 2013

Per cominciare..

Questo blog viene scritto in relazione al corso Storia della Tecnologia del Prof. Vittorio Marchis del Politecnico di Torino.
Lo scopo del blog è quello di osservare e curiosare come nel corso della storia la guerra sia stata movente principale della ricerca e dello sviluppo nell'uso delle fonti di energia e come ciò abbia fortemente influenzato la società e la vita di intere nazioni.
Le relazioni e gli approfondimenti tenuti nel blog avranno come fonte di spunti e come filo logico il romanzo "La caduta dei giganti" di Ken Follett che trova ambientazione sullo sfondo degli eventi scatenanti della Prima  guerra mondiale e della Rivoluzione russa.
Il racconto offre una chiava di lettura ampia di una società che ha vissuto la guerra in prima linea ma anche chi l'ha subita restando a casa.
Ciò che mi ha spinto a intraprendere questa strada è la mia curiosità per tutto ciò che riguarda il mondo industriale ed energetico che gravita intorno alla guerra, specialmente del 900'.