mercoledì 8 maggio 2013

Un francobollo sul tema..


Francobollo Italiano da 25 L. stampato da I.P.S.Roma nel 1968 per il cinquantenario della morte di Francesco Baracca.

Francesco Baracca (1888-1918) fu un grande asso della Prima Guerra Mondiale che combatté sul fronte Italo-austriaco che con la serie di 34 aerei abbattuti rappresenta il massimo dell'energia umana al servizio della guerra, soprattutto in un epoca in cui il massiccio uso dell'aviazione era ancora un utopia.




Curioso che il fatto che il cavallino rampante nero, simbolo di Baracca, fu scelto da Enzo Ferrari per le sue auto da corsa ed è quello che ancora oggi si trova sulle famose automobili.


Non aveva idea di quanto tempo ci sarebbe
voluto perché venisse ripristinato un normale
servizio di posta, ma, quando fosse successo, voleva
che la sua lettera fosse in cima alla pila. Aveva
formulato il messaggio con grande attenzione, nel
caso in cui la censura fosse stata ancora in vigore 
(pag 878 – La caduta dei giganti)




domenica 5 maggio 2013

Un capolavoro dell’argomento…


Pensando ad un oggetto che rappresentasse un capolavoro del tema dell’energia della guerra e ricercando nella fascia temporale in cui il libro che sto analizzando si colloca, ossia quella della prima guerra mondiale, subito mi è saltata all'occhio la cosiddetta “Grande Berta”: un arma dall'eccezionale energia.

L/12 42cm Type M-Gerät 14
La Grande Berta è stata il secondo sviluppo di uno dei più imponenti pezzi d’artiglieria utilizzato dall'esercito tedesco durante la prima guerra mondiale. La costruzione, che venne affidata nel 1908 all'impero delle acciaierie Krupp, si prefisse l’ambizioso obiettivo di costruire un arma capace di sfondare tre metri di cemento armato e abbattere le torrette in acciaio delle fortificazioni francesi.
Il prodotto, che ufficialmente si chiamava “ L/12 42cm Type M-Gerät 14” era un obice pesante dal peso di oltre 43 tonnellate che sparava proiettili dal peso di 820kg ad una distanza di oltre 9km. La sua trasportabilità però era molto limitate infatti, poteva essere trasportata soltanto su rotaie.
"M42" La Grande Berta

È per questo che successivamente ne venne sviluppata una nuova versione, l’”M42”, ossia la famosa M-Gerät L/12 Dicke Bertha (Grande Berta) che, entrata in servizio nel 1914, era più leggera del modello precedente e quindi offriva maggiore mobilità.
Il nome deriva da Bertha Krupp, figlia del potente industriale tedesco, cui si aggiunge “grande” a causa dei proiettili di grosso calibro che sparava (420mm) che del 1917 arrivarono a pesare 400kg.



Il sito <http://www.kaisersbunker.com/cc/cc16.htm> offre molte immagini storiche della costruzione e del montaggio della Grande Berta.



Un forte rombo indusse Walter a guardare in direzione est. Non aveva mai visto il veicolo che si stava avvicinando, anche se ne aveva sentito parlare. Era un cannone che avanzava da solo, con una canna gigantesca e il meccanismo di sparo montato su un affusto a slitta dotato di un motore da cento cavalli. Era seguito da vicino da un camion massiccio, presumibilmente carico di munizioni altrettanto enormi. Dietro quelli giungevano un secondo e un terzo cannone.” (La caduta dei  giganti - Pag790)


Fonti:

venerdì 3 maggio 2013

Se il mio tema fosse un quadro..


...sarebbe:

Fortunato Depero, Ingranaggi di guerra (1923-1926)


Fortunato Depero (1892-1960, Rovereto) è stato pittore e famoso pubblicitario,
proprio della corrente del Futurismo. Le sue opere infatti sono diventate emblema del futurismo al punto che espose in gallerie organizzate da F.T.Marinetti (padre del movimento) i quali intenti erano quelli di raccogliere tutto il meglio dell'arte futurista.

L'opera, Ingranaggi di guerra penso rappresenti alla perfezione, secondo i tipici tratti futuristi della scomposizione delle immagini in geometrie, il tema dell'energia e della guerra, peraltro capostipiti ideologici del futurismo.
Nel dipinto è lampante come l'ambiente della guerra rappresenti in tutto e per tutto la spersonalizzazione della persona: tutti sono uguali e nessuno si distingue. Forte anche l'immagine di energia che l'opera mostra: le esplosioni, l'attacco dei soldati, la postazione dei cecchini rifugiati nella trincea.

Come curiosità è interessante notare che Depero è diventato noto soprattutto per la sua attività di pubblicitario: è stato lui infatti a disegnare quella che ancora oggi conosciamo come la tipica forma della bottiglietta del "Bitter Campari".




« L'arte dell'avvenire sarà potentemente pubblicitaria. »
(Fortunato Depero, Manifesto dell'arte pubblicitaria1932)









Fonti:
<http://myfullresearch.wordpress.com/2012/08/14/universo-pubblicitario-depero/> (3/5/13)
<http://it.wikipedia.org/wiki/Fortunato_Depero> (3/5/13)

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domenica 14 aprile 2013

Il Carbone e la Guerra


L’energia e il possesso delle materie prime nell’ambito della guerra ha sempre avuto un ruolo fondamentale. In ogni epoca infatti le grandi potenze militari hanno sempre cercato di arraffare il più possibile queste fonti di sostentamento. Gli antichi romani per esempio necessitavano di moltissimi materiali da costruzione (pietre e malte), metalli (avevano miniere di piombo e rame in Spagna ma anche miniere di ferro) e moltissimo legname.
Il medioevo utilizza come principale fonte di energia il legname ma vede per la prima volta, a partire dal 1300 circa, la sostituzione con il carbone. Incomincia ad impiegare massicciamente anche l’energia del vento e l’energia dell’acqua per la navigazione, per la costrizione di mulini ed altri tipi di macchine come anche un grande sviluppo della metallurgia (collegamento al blog di Andrea Famà).
Arrivando poi più vicini ai giorni nostri hanno fatto da padroni assoluti sicuramente il carbone ed il petrolio insieme al possesso dei metalli.
Si è capito quindi che energia e materiali sono talmente importanti nell’economia della guerra che in moltissimi casi nella storia si sono viste scatenare guerre proprio per la corsa al possesso dell’energia e dei materiali.
Le guerre delle materie prime”  Giorgio Nebbia
Le nuove guerre del petrolio” Michael T.Klare su “Internazionale”

Ma in particolare perché l’energia per la guerra è così importante?
Fondamentalmente gioca un triplice ruolo:
  • La costruzione dei mezzi: navi, aerei, mezzi di trasporto terrestri, infrastrutture di supporto;
  • La costruzione delle armi: Armamenti per i soldati, macchine da combattimento e assedio (nel medioevo), cannoni, armi da fuoco, proiettili, bombe, armi chimiche, armi nucleari…;
  • La ricostruzione di ciò che è andato distrutto durante la guerra: dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale in poi si può parlare di “guerra globale” ossia che coinvolgeva non solo gli eserciti ma anche le popolazioni ed intere economie di paesi.


L’obiettivo di questo post però e andare a vedere qual’era il ruolo che nelle guerre ha avuto l’impiego del carbone.
Il problema principale dell’utilizzo del carbone, a parte quello dell’estrazione sul quale approfondirò una ricerca, era il trasporto. È infatti molto pesante e gli unici modo per poterlo trasportare erano sull’acqua (via mare o via fiume) o grazie alle ferrovie che originariamente , all’inizio del diciannovesimo secolo, si erano sviluppate proprio per questa ragione. Trasportarlo però per terra su lunghe distanze era complesso perché agli albori i treni non erano così affidabili e venivano utilizzati principalmente per trasportare il carbone ai punti di carico di navi particolari chiamate “carboniere”. Il costo del trasporto però era molto incidente sul prezzo del carbone ed è per questo che le nazioni in cui l’utilizzo del carbon fossile era più spinto erano proprio quelle nazioni che ne possedevano grandi giacimenti.
La produzione di carbone inglese
Prima su tutti l’Inghilterra, che ne possedeva una quantità tale da poterlo esportare. Più carbone estratto per l’Inghilterra significava avere più industrie e quindi più acciaio: Questa è stato il fondamento della costruzione dell’Impero Britannico. Solo successivamente grazie al carbone dell’Inghilterra, ma poi anche con quello tedesco, il massiccio sviluppo industriale si diffuse in tutta l’Europa.

Mi sono interessato nella ricerca in modo particolare alle vicende dell’approvvigionamento carbonifero Italiano.
Fino alla conclusione del primo conflitto mondiale il carbone italiano era quasi completamente di origine britannica che, grazie a questa connessione con l’Italia, aveva un punto d’appoggio privilegiato per le sue mire espansionistiche verso il nord Africa.
Alla fine della guerra però l’economia italiana si trovava sull’orlo del baratro e questo indusse all’importazione anche di carbone tedesco perché la Gran Bretagna non poteva più esportarlo in modo così massiccio. Comunque si è visto poi che anche la fornitura tedesca non è stata sufficiente per risanare l’economia Italiana che non si è mai veramente ristabilita fra la prima e la seconda guerra mondiale.
L'importazione italiana di carbone
(Si può notare l'interruzione delle forniture inglesi
 in coincidenza con la missione etiope)
Il partito fascista di mussolini arrivò a prendere al potere nel 1922, anche sfruttando proprio il malcontento che la crisi economica aveva generato, ma fece il colossale errore di non valutare la reale necessità energetica italiana: per costruire un forte impero l’energia era necessaria.
Poi nel 1935 l’Italia si lanciò nella missione Etiope. Questa fu vista come un insulto alla Gran Bretagna che sospese le forniture di carbone.
La reazione del governo fu quella di adottare politiche autarchiche, che costituivano principalmente propaganda, con il tentativo di sviluppare miniere di carbone italiane.
Questo però fu di fatto impossibile perché l’Italia era povera di carbone e le poche miniere della Sardegna coprivano a stento il 10% del fabbisogno energetico del paese.

Il giornalista italiano Ridolfo Mazzucconi scrisse nel 1940 della reazione inglese all’invasione dell’Etiopia.
In uno stralcio dei suoi articoli si poteva leggere
L'Inghilterra ordinò, con provvedimento repentino, la sospensione dell'inoltro di carbone tedesco a noi diretto via Rotterdam. In compenso, si offrì di sostituire la Germania nelle forniture di carbone: ma il servizio era subordinato a condizioni tali che accettarli sarebbe stato aggiogarsi al carro dell'interesse politico britannico e pregiudicare nel modo più grave la nostra preparazione bellica. Il governo fascista rispose con la dovuta bruscheria.”

mercoledì 10 aprile 2013

Il Carbone


L’intento di questo post è quello di aprire la strada ad un altro post di ricerca approfondita sulle relazioni fra il carbone e la guerra e ciò che il carbone ha rappresentato nei secoli della storia osservando l’influenza fondamentale che ha avuto anche sulla società, sull’industria, sull’energia. Mi focalizzerò principalmente fra l’ottocento e il novecento, dove l’utilizzo del carbone ha avuto la sua svolta decisiva, ma non solo. Anche oggi, ad esempio, l’utilizzo del carbone nella produzione energetica e nell’industria rappresenta circa un terzo del fabbisogno energetico mondiale.

Il carbon fossile è un minerale che nasce dalla sedimentazione di resti vegetali e materiali in ambienti anaerobici e modificati, come per il petrolio, da forti pressioni e temperature.
L’utilizzo del carbone come fonte energetica risale a centinaia di anni fa ed il commercio di questo minerale era già fiorente ai tempi dell’impero romano che lo utilizzava per il riscaldamento, insieme al legno.
La proprietà determinante che ha generato l’utilizzo massiccio del carbone è il suo alto potere calorifero, specialmente il Litantrace e l’Antracite (minerali ad alto contenuto di carbonio), che lo distingue da altri combustibili come il legname.
La parte da maestro il carbone l’ha avuta indubbiamente con la rivoluzione industriale nel XVIII secolo come mezzo per azionare a vapore come le caldaie dei mezzi di locomozione marittimi e ferroviari o anche i grandi macchinari produttivi dell’industria fiorente. Inoltre era affidabile, in quanto le consistenti riserve garantivano una fornitura continua, facile da stoccare, a differenza di altri combustibili gassosi o liquidi, ed in generale anche competitivo economicamente.


"Billy aveva scoperto con sorpresa che il terreno sotto i suoi piedi era formato da diversi strati, come una pila di fette di pane. Una vena di carbone -espressione che sentiva da quando era nato senza comprenderla appieno- costituiva uno di quegli strati. Gli avevano anche insegnato che il carbone è formato da foglie morte e altri vegetali che si sono accumulati nel corso di migliaia di anni e poi sono stati compressi dal peso della terra sovrastante."
da "La caduta dei giganti", pag 25.


Poteri calorifici di alcuni combustibili (in MJ/kg)
Fonte: “Wikipedia” 

Legna 
17
Carbone
33,5
Cherosene
43,5
Gasolio
44,4
Gas naturale
47,7


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martedì 9 aprile 2013

ABC


A come Ambiente
B come Benzina
C come Crisi (energetica)
D come Diga
E come Eolico
F come Fuoco
G come Gas naturale
come 
I come Inquinamento
L come Lavoro
M come Missile
N come Nucleare
P come Piano (energetico)
Q come Quanti (di energia)
R come Rinnovabile (collegamento al blog di Marco Parizia)
S come Sottomarino (collegamento al blog di Davide Revello)
T come Territori
come U-boot
come Velocità (collegamento al blog di Dario di Maio)
Z come Zang Tumb Tumb (Futurismo di T. Marinetti)

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